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GIOVEDI’ 9 DICEMBRE - CINEMA ITALIA DI ANCONA
MASSIMO GUIDOTTI PRESENTA “SOTTO IL CELIO AZZURRO”
L’associazione culturale C.G.S. DORICO (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) di Ancona propone, nell’ambito della rassegna cinematografica “CANTIERE CINEMA”, la proiezione del film “SOTTO IL CELIO AZZURRO” di Edoardo Winspeare, già noto per opere quali “SANGUE VIVO” (2000), “IL MIRACOLO” (2003) e “GALANTUOMINI” (2008).
Si tratta di un docu-film che presenta l’attività didattica curricolare di una scuola per l’infanzia nata a Roma, nel quartiere Celio appunto, quasi come centro di sperimentazione didattico-educativa imperniata sull’inclusione, l’integrazione e la valorizzazione delle capacità e degli interessi dei bambini, attraverso un intenso e qualificato lavoro d’équipe che coinvolge educatori e genitori. Il regista Edoardo Winspeare, venuto a contatto con questo “mondo”, ne è rimasto affascinato e ha voluto farne un film, una docu-fiction d’autore, i cui protagonisti sono alunni, insegnanti e genitori stessi della scuola.

Per l’occasione sarà presente il responsabile del Progetto “Celio Azzurro”, MASSIMO GUIDOTTI, oltre che protagonista del film, che ha accettato di discutere in sala, dopo la proiezione, con il pubblico.

L’iniziativa, promossa a livello nazionale dall’associazione CGS/CNOS-CIOFS che sta circuitando il film, è approdata ad Ancona anche grazie al circuito “Sentieri di Cinema”, che ha attivato una collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Bruno da Osimo”: il 9 dicembre si svolgerà infatti un secondo incontro con Massimo Guidotti nell’Aula Magna dell’Istituto Corridoni di Osimo.

Una proposta per “gente di scuola” ma non solo. Per tutti quelli che dedicano se stessi alla ricerca educativa.
Info su www.sentieridicinema.it

SCHEDA “CELIO AZZURRO”
Ma cos’è il Celio Azzurro? Non è un refuso di stampa ma una delle scuole per l’infanzia più all’avanguardia in fatto di integrazione etnica e attività interculturali, Celio Azzurro, fondata nel 1990 da Massimo Guidotti.
Può apparire per lo meno singolare che proprio in uno dei luoghi nei quali è possibile rintracciare la radice dell’identità capitolina sorga una scuola che della messa in gioco dell’identità culturale fa uno dei capisaldi della propria azione: nulla di più naturale, invece, dato che Roma ha sempre tratto la propria forza dall’integrazione tra culture diversissime.

Senza andare oltre nella ricerca di una continuità più ideale che concreta tra passato e presente, con questo suo documentario – che ha chiuso il Festival del Film di Roma all’insegna della tolleranza e dell’intercultura – Edoardo Winspeare sembra voler non solo farsi testimone di un’esperienza straordinaria, ma anche entrare nel vivo delle dispute sul mondo della scuola che hanno animato la vita politica e più in generale la società italiana nell’ultimo anno.

Attraverso una grande sensibilità verso il mondo dei bambini (ampiamente dimostrata in passato attraverso film come Il miracolo) e una capacità rara di trovare momenti di poesia nella quotidianità (la sua cinepresa si muove con disinvoltura ad altezza di bambino), il regista conduce lo spettatore in una realtà che, con pochi mezzi e grazie soprattutto all’intelligenza di chi vi lavora, riesce a coinvolgere genitori e bambini di tutte le etnie in un percorso educativo a 360 gradi che interessa tutte le forme di espressione delle varie culture. Cucina, danza, artigianato, giochi tradizionali, sono soltanto alcune delle attività in cui sono impegnate le famiglie, all’interno di un processo formativo che ha nella continuità nel tempo e nell’estendersi anche allo spazio domestico di ogni nucleo familiare il suo punto di forza.

L’integrazione tra italiani e stranieri e tra stranieri appartenenti a diverse etnie diviene, così, una realtà vissuta quotidianamente ma che va accuratamente coltivata: gli strumenti sono quelli della fantasia, della creatività, della disponibilità, dell’accoglienza, dell’attenzione e della valorizzazione dei percorsi particolari di ognuno dei soggetti coinvolti. È un processo che si riflette anche nel modo di lavorare di Winspeare al suo documentario: dopo aver seguito per un anno le attività del centro, a un tratto il regista ripercorre gli itinerari personali degli educatori attraverso fotografie e aneddoti che ne raccontano l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza, ma anche quelli degli ex allievi della scuola, per mezzo di interviste dalle quali si evince come il percorso educativo incominciato alla scuola Celio Azzurro li abbia condotti alla piena integrazione nel mondo della scuola e del lavoro.

Celio Azzurro è diventata nel corso degli anni una realtà di riferimento per la didattica e l’educazione interculturale non solo a Roma ma anche a livello nazionale e internazionale: nella sede della scuola vengono organizzati periodicamente corsi di formazione per insegnanti e per coloro che operano nel sociale con bambini provenienti dall’estero. Tuttavia, come sottolineato a più riprese nel corso del documentario dai responsabili dell’organizzazione Celio Azzurro è una struttura “a rischio di estinzione”, che avrebbe bisogno di finanziamenti e sostegno da parte delle istituzioni.

Insomma, se anche una realtà di eccellenza come questa soffre il momento di crisi che sta attraversando tutta la società italiana, il documentario di Winspeare dovrebbe costituire un valido contributo a conoscere la specificità di questa esperienza ma anche a riconoscerne l’alto valore esemplare, specie per un’istituzione scolastica che, oggi più di ieri, sembra alla ricerca di punti di riferimento.

 
 
SOTTO IL CELIO AZZURRO
Trailer

 
 
IL PROGRAMMA DELL'EVENTO