
Anche quest'anno i ragazzi del liceo del
"don bosco Ranchibile" di
Palermo hanno preso parte alle attività del laboratorio teatrale
dell'Istituto diretto da Gianpaolo Bellanca. Alcuni di loro, nel corso
dell'anno, hanno realizzato uno spettacolo sulla Vergine Maria dal
titolo Du aber bist der Baum, una pièce che comprendeva brani di Dante,
Rilke ed Alda Merini adattati da Myriam Leone e Valeria La Bua e messi
in scena da Gianpaolo Bellanca: questo pezzo di teatro narrato è stato
rappresentato dinanzi al rettor maggiore, a Roma, lo scorso Febbraio e,
successivamente, in occasione del 150° dell'ADMA presso il Santuario
della Madonna delle Lacrime a Siracusa.
Il lavoro a cui hanno preso parte tutti i ragazzi del laboratorio
teatrale dell'Istituto, invece, è andato in scena il 9 e il 10 Maggio
presso il teatro del "Don Bosco Ranchibile" (Palermo): si tratta di
"Edipo l'uomo", una nuova versione dell'Edipo re di Sofocle diretta da
Gianpaolo Bellanca. Il testo, tradotto da Myriam Leone, è stato
"contaminato" con alcuni brani tratti da La macchina infernale di Jean
Cocteau e dall'Edipo di Seneca: anche l'adattamento teatrale è stato
realizzato da Gianpaolo Bellanca e Myriam Leone.
Per tutto il dramma, stavano in scena tre figure femminili, in parte
ispirate dalle tre streghe del Macbeth di Shakespeare, che incarnavano
da un lato, l'idea delle prefiche, donne che, fin dall'antichità
classica, piangevano i morti accompagnando i cortei funebri (fino al
secolo scorso ancora presenti in diversi paesi dell'Italia meridionale);
dall'altro esse rappresentavano anche le Erinni, spiriti vendicatori dei
defunti, che sorgono dall'Oltretomba e che, nel nostro dramma, venivano
a vendicare l'assassinio di Laio perseguitando Edipo. La doppia identità
dei tre personaggi era simboleggiata da maschere bianche che indossavano
per tutto il tempo in scena. Inoltre, le tre donne parlavano alternando
l'Italiano col Siciliano sia perchè già nella tragedia greca le parti
corali avevano una patina dialettale, sia perché, come vere prefiche,
gemevano in vernacolo.
La nostra interpretazione della tragedia, rivelata dalla voce delle
Erinni è questa: Edipo è colpevole ma non è responsabile. Nell'apparente
contraddittorietà di tale giudizio si afferma, contestualmente, un'altra
verità: l'assenza di responsabilità di Edipo consente allo spettatore di
immedesimarsi nella situazione dell'eroe tragico, impietosendosi per la
sua stessa condizione di uomo. E noi? Cosa farebbe ognuno di noi nei
panni di Edipo? Riuscirebbe a mantenere la propria dignità di uomo? E'
questo il provocatorio interrogativo che l'Erinni rivolge allo
spettatore, mentre sulla scena di Tebe cala il sipario...
Le musiche, tutte originali, sono state composte dal maestro Daniele
Mosca che ha associato a ciascuno dei personaggi un diverso tema
musicale, parte di un mosaico composto dalla loro unione. Egli stesso,
durante lo spettacolo, ha suonato dal vivo la fisarmonica. In scena
c'erano quarantacinque ragazzi del liceo (classico, scientifico ed
economico) del nostro Istituto, dal primo al quinto anno, alcuni dei
quali, oltre a recitare, cantavano e danzavano dal vivo.
Lo spettacolo, il cui ricavato è stato devoluto ad Emergenza Haiti, un
progetto salesiano del VIS, ha riscosso un grandissimo successo di
pubblico. Fra gli spettatori presenti al teatro del "Ranchibile" c'era
anche il prof. Salvatore Nicosia, docente di Letteratura Greca
dell'Università di Palermo, che ha espresso il suo apprezzamento per la
messa in scena, in particolar modo per la bravura dei ragazzi e per
l'originalità delle trovate sceniche. Erano presenti anche il prof.
Filippo Amoroso, docente di "Teatro e drammaturgia dell'antichità",
Edoardo Siravo, direttore artistico del "Teatro dei due Mari" di
Tindari, il prof. Francesco Paolo Ursi, presidente dell'Associazione
Teatro Scuola, il prof. Giuseppe Verde preside della Facoltà e il prof.
Vincenzo Morgante, caporedattore regionale di Rai 3. Tutti loro hanno
manifestato la loro soddisfazione per la qualità della messa in scena e
della recitazione dei ragazzi, scrivendo anche diverse recensioni.
Dopo l'esperienza di Palermo, lo spettacolo è stato messo in scena anche
a Palazzolo Acreide (Sr) il 18 Maggio, in occasione del XVI Festival del
Teatro Classico per Giovani organizzata dall'Istituto Nazionale del
Dramma Antico (INDA): il nostro liceo, insieme al liceo Meli, è stato
l'unico ad essere stato selezionato fra tutte le scuole di Palermo. Alla
messa in scena di Palazzolo, oltre a diverse scuole, hanno assistito
anche alcune personalità dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico, come
il sovrintendente della Fondazione INDA, dott. Sebastiano Aglianò, e
diversi attori professionisti (che quella sera stessa avrebbero recitato
a Siracusa in Aiace di Sofocle). Entusiasti per lo spettacolo e per la
performance dei ragazzi, al termine della messa in scena i membri
dell'INDA hanno voluto incontrare i nostri ragazzi e hanno convocato sei
di loro per l'ammissione alla Scuola di Arte Drammatica dell'INDA
(fondata da Giusto Monaco): inoltre, una delle nostre giovani attrici in
scena, Valeria La Bua (che interpretava un'Erinni), è già stata presa e,
in questo momento, sta lavorando all'allestimento della Lisistrata di
Aristofane, prossimo spettacolo in cartellone dell'Istituto Nazionale
del Dramma Antico che andrà in tournée in Italia e all'estero a partire
da fine Giugno. La nostra scuola diventerà presto uno dei Fuochi del
Progetto Prometheus dell'INDA, ossia centro promotore e ambasciatore
della cultura del Teatro Classico: la collaborazione con l'Istituto
Nazionale del Dramma Antico si farà dunque più intensa e attiva.
Infine, alcuni brani del nostro spettacolo (in particolar modo la scena
finale) sono stati messi in scena in due occasioni molto speciali: la
prima, contestualmente alla visita del presidente del Senato, l'avvocato
Renato Schifani, il 9 Maggio scorso, al "Don Bosco Ranchibile", quando i
ragazzi hanno voluto offrire un "saggio" del loro lavoro dinanzi al
Presidente, che ha assistito compiaciuto alla messa in scena. La seconda
occasione, invece, è stata venerdì 4 Giugno, in occasione della
commemorazione per Giusto Monaco che si è tenuta presso l'omonimo
giardino di Palermo (il giardino "Giusto Monaco"), organizzata dal
figlio del professore, l'architetto Iano Monaco, e dal Liceo Classico
Garibaldi (con la prof.ssa Carmen Tranchina). I nostri ragazzi sono
stati invitati a recitare in occasione della manifestazione, a cui hanno
preso parte diversi docenti dell'Università di Palermo fra cui il prof.
Giusto Picone che ha ricordato il suo maestro, il prof. Monaco,
ricevendo da parte loro numerosi complimenti per la qualità
dell'interpretazione e per l'originalità dell'attualizzazione della
messa in scena.
La prossima tappa dello spettacolo sarà ora il "Calatafimi-Segesta
Festival", diretto da Enrico Stassi, a cui siamo stati invitati a
partecipare per la prossima stagione estiva.
Myriam Leone