
Il nostro percorso su “cinema e sacro”, dopo aver affrontato negli anni passati l’esperienza cinematografica
di Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Robert Bresson, Ingmar Bergman e Carl Thedor Dreyer,
riprende con l’opera cinematografica di Stanley Kubrick. Autore tragico, nel senso greco della parola,
Kubrick ha inteso il cinema come strumento di conoscenza della realtà, come indagine filosofica della
coscienza umana. Attraverso i suoi film si è lasciato interrogare dalla realtà e ha sempre cercato di mettere
in luce la “verità” della condizione umana.
Kubrick fin dai suoi primi film –
Il bacio dell’assassino
(1955),
Rapina a mano armata (1956),
Orizzonti
di gloria (1957) – ha sempre creato un certo imbarazzo
nella critica per il suo coraggio nel mostrare le
contraddizioni dell’essere umano. Il suo, infatti, è un
cinema che pone dubbi, suscita interrogativi, concentra
l’attenzione sui limiti dell’esistenza. In
2001 Odissea
nello spazio (1968), solo per fare un esempio, appare
con evidenza
l’estrema debolezza
dell’uomo
nei confronti della
natura anche dopo
l’incontro sorgivo
con la misteriosa
stele, evento simbolico
dal quale
scaturiscono la
coscienza di sé e
l’intelligenza come strumento di conoscenza. Il primo
passo di affrancamento dalle forze della natura,
infatti, avviene con l’invenzione del primo oggetto
contundente. Violenza e intelligenza, quindi, come
primi segni distintivi della particolarità dell’uomo
nell’Universo. Una contraddizione che rende l’uomo
costantemente fragile e esposto alla buona o alla cattiva
coscienza dei suoi simili e della società in cui si
trova a vivere.
Il seminario, attraverso l’analisi di alcuni film, vuole
offrire alcune chiavi di lettura per comprendere la
complessa opera cinematografica di Stanley Kubrick.
Ogni suo film, infatti, rappresenta quasi un’opera a
sé. Nel nostro percorso, comunque, abbiamo cercato
di individuare le tematiche più ricorrenti: la fragilità
interiore, la guerra, la violenza, la giovinezza prima
idealista e poi disillusa o cinica, l’infedeltà nei sentimenti,
il disordine mentale e sessuale, la perdita di
senso, il costante conflitto tra la propria coscienza e la
società, la possibilità per l’uomo di aspirare al “bene”
o di compiere il “male”.
Informazioni
La partecipazione al seminario è libera, salvo l’ingresso alla
Sala Esse per la visione del film giovedì 9 dicembre (€. 5,00).
Comunità di San Leolino: tel. e fax 055 852041, e-mail info@sanleolino.
org.
Evento organizzato da:
Accademia «Marsilio Ficino»
Comunità di San Leolino
Feeria Ass ociazione Culturale
in collaborazione con
Sala Esse – Firenze
Cinecircoli Giovanili Socioculturali - Regione Toscana
Con il patrocinio di
Assessorato all a Cultura
Comune di Figline Valdarno
Provincia di Firenze