
Il regista
Salvatore Presti, nel corso dell'assemblea nazionale CGS tenutasi a Catania nel marzo 2010, ha presentato il suo docu-film
Luce Verticale - Rosario Livatino, il martirio.
Scavando nell'esistenza di Rosario Livatino, il regista scopre che la sua era una vita "normale", il suo eroismo non aveva tratti che coincidevano con le categorie contemporanee dello spettacolo. E tuttavia, attraverso quelle poche notizie date dai telegiornali, trapelava da quella figura qualcosa di speciale. Un non detto da cui pulsavano, inspiegabilmente, lampi di una Bellezza non immediatamente raccontabile. Tutti, allora, colsero questi lampi: cronisti, intellettuali e gente comune. Ma i riflettori si spensero lo stesso. Da quella Bellezza inesprimibile, da quel desiderio che ha il gusto dell'infinito parte questo lavoro su Rosario Livatino,"Un martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede" (Giovanni Paolo II).
Recentemente la Chiesa di Agrigento ha aperto il processo diocesano di canonizzazione di Rosario Livatino, il giudice ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Lo ha annunciato il 6 maggio 2010 l’arciprete di Raffadali don Giuseppe Livatino al termine dei funerali del padre del giudice, Vincenzo Livatino, morto a 93 anni, e celebrati a Canicattì. L’arciprete ha così reso nota la decisione dell’arcivescovo di Agrigento, Franco Montenegro, che nei giorni precedenti aveva consegnato la proposta alla Conferenza episcopale. La figura di Rosario Livatino è da tempo esempio di testimonianza di cristianesimo. Dal 1993, il vescovo di Agrigento ha incaricato Ida Abate, che del giudice fu insegnante, di raccogliere testimonianze per la causa di beatificazione. La sua figura è ricordata anche nel film di Alessandro Di Robilant "Il giudice ragazzino", uscito nel 1994. È invece del 1992 il libro omonimo, scritto da Nando Dalla Chiesa.