
Il 31 dicembre segna tradizionalmente il giorno della
presentazione della Strenna del Rettor Maggiore. Il 2011, come annunciato già da
giugno, vedrà i 28 gruppi della Famiglia Salesiana impegnati nella riflessione e
nell’impegno per le vocazioni.
Nel corso della cordiale visita alla Casa generalizia delle Figlie di Maria
Ausiliatrice, il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva,
ha presentato ufficialmente la Strenna del 2011 Venite e vedrete: un accorato
appello a tutta la Famiglia Salesiana a sentire la necessità di convocare.
“Vi scrivo per presentare la Strenna del 2011, con la certezza di farvi un
dono gradito, sia per il valore che la Strenna come tale ha nella nostra
tradizione salesiana dai tempi di Don Bosco, sia per il tema scelto che
interessa la nostra vita, la nostra missione e la nostra capacità di aiutare a
scoprire che la vita è vocazione, sia pure per il momento che viviamo come
Chiesa e Famiglia Salesiana, soprattutto in Occidente”.
Due gli elementi che Don Bosco curava particolarmente per la promozione
vocazionale: un ambiente in cui la proposta poteva essere favorevolmente accolta
e l’accompagnamento spirituale.
La chiave di volta della Strenna 2011 è la creazione di una cultura
vocazionale. “La cultura infatti richiama non a gesti singoli, pur numerosi, ma
ad una mentalità e ad un atteggiamento condiviso da un gruppo; riguarda non solo
intenzioni e propositi privati, ma impiego sistematico e razionale delle energie
di cui dispone la comunità”. Un ambiente che, permeato da cultura vocazionale,
consenta ai giovani di scoprire la propria vita nella dimensione della
vocazione-chiamata, aperta alla relazione con gli altri e con Dio e
generosamente messa a servizio.
Soggetto promotore di una cultura vocazionale è principalmente la
Pastorale giovanile per la quale “la dimensione vocazionale costituisce il suo
principio ispiratore e il suo sbocco naturale”. Don Chávez, raccomandando la
creazione di ambienti con testimoni vocazionali significativi e
l’accompagnamento delle persone, indica alle comunità educativo-pastorali alcuni
aspetti e temi per una efficace pastorale vocazionale: l’educazione all’amore,
alla castità, alla preghiera, l’accompagnamento personale, la centralità e ruolo
della consacrazione religiosa nella missione della Famiglia Salesiana e,
soprattutto, fare del Movimento Giovanile Salesiano e del volontariato una
piattaforma esperienziale di animazione vocazionale per i giovani.
Concludendo il commento alla Strenna, Don Chávez esorta: “dobbiamo dunque
essere fieri della nostra vocazione salesiana; conoscere sempre più Don Bosco e,
soprattutto, vivere e comunicare con entusiasmo il suo spirito e la missione
salesiana”.
Oltre al tradizionale racconto tematico – La carovana nel deserto -, Don
Chávez propone quest’anno una preghiera di Madeleine Delbrêl, Serva di Dio e
mistica francese, che esprime l’abbandono della propria vita alla guida dello
Spirito Santo.
Don Bosco iniziò nel 1849 ad affidare ai suoi ragazzi una proposta che
servisse da stimolo per il cammino del nuovo anno. Questa usanza è divenuta una
preziosa tradizione che, nel tempo, si è estesa a tutti i gruppi della Famiglia
Salesiana. Ispirata dai bisogni del tempo presente, dalla tradizione salesiana e
dal Magistero ecclesiale, la Strenna diventa un manifesto programmatico per la
riflessione e l’azione dei 28 gruppi, religiosi e laici, che si ispirano al
carisma di Don Bosco.