La Tycoon Distribution, braccio operativo nel settore della distribuzione del circolo CGS The Last Tycoon di Padova, “ci riprova”. Dopo due film belli e molto di nicchia come Mister Universo e Tanna, si affaccia di nuovo sul circuito delle sale con un film particolarmente comunicativo con My Name Is Emily (Irlanda 2015).
È la storia di Emily, una adolescente in affidamento a Dublino, dove viene iscritta in una nuova scuola; la ragazza è molto legata a suo padre Robert, un eccentrico autore di best-seller, che, dopo la morte della moglie, ha avuto una crollo ed è finito in una clinica. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Emily, accompagnata dal suo nuovo amico Arden, decide di partire per “liberare” suo padre dall’istituto psichiatrico in cui è rinchiuso. Inizia così un viaggio che attraversa l’Irlanda e che la porterà a scoprire se stessa e i valori dell’amicizia e degli affetti familiari.
Il film vede il ritorno sul grande schermo dell’attrice irlandese Evanna Lynch, già nota al pubblico per aver interpretato il ruolo della stravagante Luna Lovegood negli ultimi quattro episodi della saga di Harry Potter. Premiato al Festival di Galway e segnalato da vari festival europei (in Italia ha avuto un’anteprima – con premio – a Giffoni) My Name Is Emily si segnala per il tocco delicato e per la non banale attenzione al mondo adolescenziale, ai rapporto tra genitori e figli, alla sensibilità dei rapporti d’amicizia e ai sentimenti dei giovani. In tal senso il film si consiglia non solo per l’essai, ma anche per un per un pubblico attento alle dinamiche giovanili e quindi alle comunità scolastiche. My Name Is Emily sarà in programmazione al Cinema LUX di Padova da mercoledì 1 novembre, anche con spettacoli in versione originale sottotitolata.

Il regista irlandese Simon Fitzmaurice, di cui My Name Is Emily è l’esordio nel lungometraggio, è scomparso venerdì scorso. Affetto dal 2008 dalla malattia del motoneurone neuronale (MND) che non gli dava più di quattro anni di vita, ha saputo affrontare la sua condizione con coraggio e speranza. Sposato e padre di cinque figli ha diretto My Name Is Emily da una sedia a rotelle e con particolari accorgimenti per sopperire alla sua immobilità, spinto da una forza di volontà e da un amore per la vita che ha cercato di trasmettere attraverso il suo film.

trailer: https://youtu.be/M79FZVpNUaU