Laboratorio Venezia Cinema 2026: il racconto

Da oltre quarant’anni il Laboratorio Venezia Cinema rappresenta uno degli appuntamenti più significativi nel percorso di formazione cinematografica promosso a livello nazionale dai CGS. Anche quest’anno il laboratorio ha portato al Lido una nuova edizione dedicata alla visione, all’analisi e alla critica cinematografica, con ben 39 partecipanti, in gran parte giovani dai 18 anni in su, provenienti dai circoli locali CGS di Padova, Ancona, Cagliari, Sesto San Giovanni, Taranto, Civitavecchia e Caserta. Un gruppo eterogeneo per provenienza e percorso, che ha avuto l’opportunità di immergersi nell’atmosfera della Mostra e di approfondire il linguaggio cinematografico attraverso un programma coordinato dal Consiglio direttivo nazionale CGS, con il supporto del coordinamento territoriale CGS Marche.
Per i partecipanti, Venezia non è stata semplicemente una successione di proiezioni: le giornate al Lido hanno offerto l’occasione di vedere film diversi, discuterne insieme, mettere a confronto interpretazioni e sensibilità e trasformare le impressioni suscitate dalle opere in recensioni e approfondimenti. È questo uno degli aspetti più caratteristici del Laboratorio Venezia Cinema: accompagnare i giovani a sviluppare un proprio punto di vista, imparando a motivarlo e a confrontarlo con quello degli altri. La visione individuale diventa così un’esperienza collettiva, nella quale la parola e la scrittura completano ciò che accade davanti allo schermo.
L’esperienza del Laboratorio non si è conclusa con il ritorno dal Lido: infatti, le attività e i momenti più significativi sono stati raccontati attraverso i profili Facebook e Instagram dell’Associazione nazionale CGS, mentre le recensioni e gli approfondimenti dei partecipanti hanno trovato spazio nel sito ufficiale: un modo per prolungare l’esperienza veneziana e condividerla con la rete dei circoli e con un pubblico più ampio.

Accanto al Laboratorio, si è rinnovato l’appuntamento con il Premio “Lanterna Magica”, giunto quest’anno alla sua XXIX edizione. Inserito dalla Mostra del Cinema di Venezia tra i Premi collaterali ufficiali, il riconoscimento è assegnato dalla giuria CGS al film che affronta in maniera particolarmente significativa temi legati alla condizione giovanile, alla crescita e all’educazione.
La giuria ha scelto la pellicola 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, film che racconta una generazione fragile attraverso una storia corale di adolescenti, ciascuno segnato da una propria ferita e impegnato in un percorso verso la guarigione. La motivazione ha evidenziato la capacità dell’autore di tenere insieme «dolore, fragilità e desiderio di guarigione», trasformando il reparto psichiatrico nel quale si svolge la vicenda in uno spazio di incontro e ascolto. La lettura della giuria si è concentrata anche sulle scelte formali del regista: la macchina da presa vicina ai protagonisti restituisce la loro instabilità emotiva, mentre gli spazi e alcuni elementi simbolici accompagnano il percorso interiore dei ragazzi. Il fuoco, l’attesa dell’apocalisse e il rapporto tra l’ingresso e l’uscita dalla struttura assumono così un valore che supera la semplice dimensione narrativa. Anche il titolo 15/18 è stato letto dalla giuria in una prospettiva più ampia: il riferimento al reparto e all’età dei protagonisti si intreccia con quello alla Prima guerra mondiale, evocando il conflitto e una generazione travolta da una realtà più grande di sé. Il film diventa così anche una riflessione sulle ferite della società contemporanea e sulla necessità di ascoltare i giovani prima ancora di pretendere di dare loro delle risposte.
Il Premio “Lanterna Magica” è stato consegnato venerdì 11 settembre presso lo spazio della Regione Veneto all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nel corso di un evento realizzato in collaborazione con l’Associazione CIN.IT. – Cineforum Italiano: la cerimonia ha rappresentato uno dei momenti conclusivi del percorso della giuria e un’occasione per condividere con il pubblico le motivazioni della scelta.

Tra i momenti più significativi della presenza CGS a Venezia 2026 c’è stato anche il Premio Internazionale Carlo Lizzani assegnato al Club Amici del Cinema di Sampierdarena: dopo oltre cinquant’anni di attività, il cineclub genovese ha ricevuto un riconoscimento destinato agli esercenti che si distinguono per la promozione del cinema di qualità, per la capacità di creare nuovi pubblici e per il ruolo culturale svolto attraverso la sala cinematografica.
Il premio ha assunto un significato particolarmente importante per una realtà che rappresenta uno dei circoli più attivi e consolidati della rete CGS. Al centro del riconoscimento c’è anche la storia della Sala “Don Bosco” di Sampierdarena, diventata nel corso degli anni un punto di riferimento per il quartiere, luogo di incontro e aggregazione per generazioni di spettatori.
A ritirare il riconoscimento è stato il presidente Giancarlo Giraud, da lungo tempo impegnato nell’attività dell’associazione. Già consigliere nazionale CGS, Giraud è oggi componente del Collegio dei Probiviri dell’associazione nazionale, a testimonianza di un percorso che ha collegato l’esperienza del circolo genovese alla dimensione nazionale del movimento.
Il premio ha avuto per Giraud anche un valore personale. La sua prima partecipazione alla Mostra, nel 1979, coincise infatti con il primo anno della direzione di Carlo Lizzani. Un legame che passa anche da Genova: Achtung! Banditi!, primo film diretto da Lizzani nel 1951, fu girato nel Ponente genovese, non lontano da Sampierdarena e dalla sede del cineclub.
Il Premio Carlo Lizzani è un premio collaterale della Mostra promosso dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e di AUT – Autori, e con la collaborazione di FICE, ANEC e ACEC.
A scegliere il Club Amici del Cinema è stato il comitato composto da Flaminia Lizzani, Francesco Lizzani e Francesco Ranieri Martinotti, presidente di ANAC. La motivazione ha riconosciuto la capacità del cineclub di coniugare, da oltre cinquant’anni, una programmazione d’essai di alto livello con una costante attività culturale e sociale, facendo della Sala Don Bosco un luogo di aggregazione e di formazione del pubblico.
Per il CGS, il riconoscimento ha rappresentato soprattutto un omaggio a una storia associativa costruita nel tempo. Il Club Amici del Cinema ha mostrato come la presenza di una sala possa incidere sulla vita di un quartiere, creando occasioni di incontro attorno alla proposta cinematografica e mantenendo vivo il rapporto tra pubblico, film e territorio.