SAL-Fiction a Molfetta: il racconto

Il 18 giugno si è tenuta nella città di Molfetta l’edizione post-pandemica del “SAL-FICTION”, promosso dal CGS nazionale e patrocinato dal CGS Puglia e dal CGS Don Tonino Bello di Molfetta. L’evento, coordinato da Giancarlo Giraud, si è aperto con l’intervento del prof. Luigi Sparapano, direttore del settimanale “Luce e Vita” della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che ha approfondito gli stili comunicativi che don Tonino Bello, già vescovo della diocesi proclamato Venerabile lo scorso novembre, mise in atto durante il suo episcopato. Sparapano ha raccontato soprattutto di come don Tonino oggi avrebbe abitato e sfruttato gli spazi digitali proprio per arrivare agli ultimi ai lontani, mettendo in risalto i quattro cardini del suo rapporto con il mondo della comunicazione: la comunicazione interpersonale, il dialogo, inteso come clima dialogico, finalizzato a creare la situazione per poter dialogare, l’intenzionalità educativa e la testimonianza significativa, partendo dai fatti concreti della vita quotidiana.
Nel secondo momento della serata, Fabio Zenadocchio, coordinatore del Centro Culturale Salesiano di Roma, ha affrontato il tema “Il cinema in sala: ieri, oggi… e domani? – Il ruolo delle Sale della Comunità e delle Associazioni di cultura cinematografica”, partendo da come le sale della comunità siano cambiate nel corso degli anni e come oggi dovrebbero essere impostate. Secondo Zenadocchio, è necessario capire quali possono essere gli elementi che caratterizzano i nostri ambienti, e che prescindono dal prodotto cinematografico. Per offrire un buon servizio alla comunità bisogna oggi puntare su tre elementi. L’incontro: le Sale della Comunità sono vincenti nel momento in cui diventano luogo di incontro e confronto, non più aree di fruizione passiva, ma cuore pulsante della comunità). La condivisione: le sale possono essere dei veri e propri luoghi in cui la comunità si incontra, ma allo stesso tempo il luogo va vissuto, va curato così come fosse casa propria. La versatilità: l’unico modo di rispondere alle logiche della distribuzione è realizzare un’offerta variegata, che possa differenziarsi rispetto ai multisala e che possa intercettare o stimolare il bisogno di cultura. La finalità primaria di una sala è l’evangelizzazione, seppur in forma diversa rispetto ad altro, e da questo non si può prescindere.