Il progetto GOAL – Fare centro nello sport e nella vita, realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali per l’annualità 2023 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art.72 del D.Lgs. n 117/2017, realizzato nell’ambito della rete associativa promossa da PGS – Polisportive Giovanili Salesiane APS, è in corso di attuazione in due circoli CGS locali: il CGS Taras di Taranto e il CGS Ubuntu di Recale (Caserta).
A Taranto, una delle attività principali realizzate attraverso il progetto è un laboratorio teatrale, che vede protagonisti una decina di adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni. In una fase della vita caratterizzata da cambiamenti profondi, fragilità e ricerca di identità, il teatro rappresenta uno spazio sicuro e accogliente in cui i ragazzi hanno potuto sperimentare, esprimersi e riconoscersi. Fin dall’inizio, il laboratorio non si è posto esclusivamente l’obiettivo di insegnare tecniche teatrali, ma ha mirato a costruire un percorso di crescita personale e relazionale. Il teatro è diventato linguaggio, strumento e occasione per dare voce alle emozioni, per ascoltare sé stessi e gli altri, per mettersi in gioco senza paura di sbagliare. Ogni incontro è stato vissuto come un tempo sospeso, lontano dalle pressioni quotidiane, in cui ciascun partecipante ha potuto sentirsi parte attiva di un gruppo. L’iniziativa è stata parte di un più ampio percorso volto a promuovere il benessere, la partecipazione attiva e la crescita personale degli adolescenti. Ciò ha permesso al linguaggio del teatro di farsi strumento privilegiato di espressione, relazione e inclusione, offrendo ai ragazzi un’esperienza formativa capace di coniugare creatività e competenza.
La fase propedeutica: il corpo come primo luogo di ascolto
Il laboratorio ha preso avvio con una fase propedeutica centrata sul rilassamento e sulla respirazione diaframmatica. Attraverso esercizi graduali e guidati, i ragazzi sono stati invitati a rallentare, a prendere contatto con il proprio corpo e a riconoscere le sensazioni fisiche ed emotive. In un’età in cui spesso il corpo viene vissuto con disagio o conflitto, questo lavoro ha permesso di instaurare un rapporto più consapevole e rispettoso con sé stessi. La respirazione, in particolare, si è rivelata uno strumento prezioso: imparare a respirare in modo profondo e controllato ha aiutato i partecipanti a gestire l’agitazione, a migliorare la concentrazione e a sviluppare una maggiore sicurezza. Questo primo passaggio ha gettato le basi per tutto il percorso successivo, offrendo ai ragazzi strumenti utili non solo in ambito teatrale, ma anche nella vita quotidiana.
Dare voce alle emozioni: il lavoro sulla vocalità
A questa prima fase è seguita una parte del laboratorio dedicata interamente alla voce e alle sue infinite possibilità espressive. La voce è stata esplorata come strumento di comunicazione autentica, capace di raccontare emozioni, intenzioni e stati d’animo. Attraverso esercizi di emissione, articolazione e modulazione, i ragazzi hanno potuto sperimentare nuove modalità di espressione, superando timidezze e insicurezze. Scoprire la propria voce ha significato anche imparare ad ascoltarla e ad accettarla. Per molti partecipanti, questo passaggio ha rappresentato un momento di forte crescita personale: parlare ad alta voce, essere ascoltati dal gruppo e sentire riconosciuto il proprio contributo ha rafforzato l’autostima e il senso di appartenenza.
Il corpo nello spazio: relazione, gesto e movimento
Il cuore del percorso è stato il lavoro sull’espressione corporea e sulla relazione del corpo con il tempo e lo spazio. Attraverso attività individuali e di gruppo, i ragazzi hanno esplorato il gesto, il movimento e la postura come forme di comunicazione non verbale. Il corpo è diventato così un mezzo per entrare in relazione con l’ambiente e con gli altri, imparando a comunicare anche senza parole. Questo tipo di lavoro ha favorito una maggiore consapevolezza del proprio modo di stare nello spazio e di relazionarsi con il gruppo. Le dinamiche proposte hanno richiesto fiducia reciproca, ascolto e collaborazione, contribuendo a creare legami più profondi e autentici tra i partecipanti. Il laboratorio si è trasformato in un luogo di incontro, in cui le differenze individuali sono diventate una risorsa e non un limite.
Il testo teatrale: immaginare, comprendere, interpretare
La fase conclusiva del percorso ha introdotto i ragazzi allo studio del testo teatrale e del personaggio. L’approccio adottato ha posto l’accento sulla capacità di “sentire” la parola, di comprenderne il significato profondo e di trasformarla in azione scenica. La lettura condivisa del copione è diventata un momento di confronto e di immaginazione collettiva, in cui le parole scritte hanno preso vita attraverso le emozioni e le immagini interiori dei partecipanti. Attraverso esercizi mirati, i ragazzi hanno imparato a riconoscere le pause, a suddividere il testo in battute e a modulare la voce in modo espressivo. Questo lavoro ha richiesto attenzione, pazienza e impegno, ma ha anche offerto grandi soddisfazioni, permettendo a ciascuno di trovare il proprio spazio all’interno della narrazione. Il percorso si è concluso con le prove e la messa in scena finale, momento culminante e simbolico dell’intero laboratorio. La rappresentazione non è stata vissuta come una semplice esibizione, ma come la restituzione di un cammino condiviso, fatto di scoperte, tentativi e conquiste personali.
Competenze pratiche e tecniche: dietro le quinte come spazio educativo
Un aspetto particolarmente significativo del laboratorio è stato l’avvicinamento dei ragazzi ad alcune competenze tecniche legate al mondo dello spettacolo, come l’utilizzo e la gestione del mixer audio, delle luci di scena e dei microfoni. Questo lavoro “dietro le quinte” ha permesso ai partecipanti di scoprire un lato meno visibile ma fondamentale del teatro, ampliando la loro comprensione dell’evento scenico come risultato di un lavoro collettivo e articolato. Imparare a gestire strumenti tecnici ha rappresentato per i ragazzi un’occasione concreta di apprendimento pratico. Il contatto diretto con attrezzature professionali ha stimolato curiosità, senso di responsabilità e attenzione, richiedendo precisione, ascolto e capacità di problem solving. Comprendere come regolare un volume, come posizionare correttamente un microfono o come creare un’atmosfera attraverso le luci ha rafforzato la consapevolezza del proprio ruolo all’interno del gruppo e del valore del lavoro svolto. Dal punto di vista educativo, queste attività hanno avuto una ricaduta molto positiva: i ragazzi hanno potuto sperimentare competenze spendibili anche in altri contesti, sviluppando autonomia, fiducia nelle proprie capacità e un atteggiamento più consapevole nei confronti della tecnologia. L’esperienza tecnica ha inoltre favorito l’inclusione, permettendo a ciascuno di trovare il proprio spazio, sia sulla scena sia dietro le quinte, valorizzando inclinazioni e interessi personali.
Le ricadute educative: il teatro come strumento di crescita
Dal punto di vista educativo, il laboratorio teatrale ha prodotto ricadute significative e durature. I ragazzi hanno sviluppato competenze trasversali fondamentali, come la capacità di ascolto, la gestione delle emozioni, il rispetto delle regole e la collaborazione. Il teatro ha offerto loro uno spazio in cui sperimentare ruoli diversi, confrontarsi con il limite e scoprire nuove possibilità espressive. In particolare, il lavoro di gruppo ha favorito lo sviluppo di un senso di responsabilità condivisa: ogni partecipante ha compreso l’importanza del proprio contributo all’interno del progetto, imparando che il risultato finale è frutto dell’impegno di tutti. Questo ha rafforzato il senso di appartenenza e la fiducia reciproca, elementi fondamentali per la crescita sociale ed emotiva degli adolescenti.
Il laboratorio teatrale si è rivelato un’esperienza intensa e trasformativa, capace di lasciare un segno profondo nei partecipanti. Oltre ad aver fornito strumenti espressivi e tecnici, ha rappresentato un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltarsi e riconoscersi. In un contesto educativo sempre più complesso, il teatro si conferma un potente alleato nel favorire il benessere, la consapevolezza e la crescita armonica dei giovani, offrendo loro uno spazio autentico in cui poter essere, semplicemente, sé stessi.















































