Mercoledì 18 marzo il Cinema Don Bosco di Padova, dove opera l’omonimo Circolo CGS, diventa uno dei palcoscenici privilegiati del XVI Festival Dantesco Internazionale, la manifestazione ideata nel 2010 dall’Associazione Xenia e diretta dal regista Paolo Pasquini, che dal 15 al 30 marzo 2026 attraversa sette città italiane con le opere finaliste ai Concorsi.
L’istituto padovano è uno degli otto istituti italiani che hanno partecipato al progetto video del Festival finanziato dal PNCIS – Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, coinvolgendo complessivamente quasi duemila studenti. La storia cinematografica del Don Bosco si radica da anni ormai nell’attività che l’Istituto promuove insieme ai Cinecircoli Giovanili Socioculturali, associazione riconosciuta dal MiC e legata alla congregazione salesiana, con una lunga tradizione di educazione all’immagine e al linguaggio cinematografico.
“Fino a che punto sei disposto a sacrificarti per la libertà?” È questa la domanda che propone il cortometraggio realizzato dagli studenti del Don Bosco, un’opera che sceglie come filo conduttore dantesco la figura di Catone l’Uticense. Nell’apertura del Purgatorio, Catone racconta a Dante la propria scelta estrema: togliersi la vita pur di non vivere sotto la dittatura di Cesare. Un gesto che non è resa, ma affermazione di libertà. La Commedia diventa così la chiave per aprire una riflessione urgente sulla contemporaneità. Il cortometraggio costruisce un filo rosso che attraversa i secoli e i continenti. Con riprese realizzate direttamente a Praga, l’opera intreccia la figura di Catone a quella di Jan Palach: il giovane studente cecoslovacco che nel gennaio 1969, a soli 21 anni, si diede fuoco in Piazza Venceslao per protestare contro l’occupazione sovietica seguita alla Primavera di Praga. Un gesto che scosse l’Europa e che ancora oggi interroga le coscienze. Ma il presente entra prepotentemente nell’opera con riferimenti alla situazione politica in Iran, India e Stati Uniti, dove la tensione tra libertà individuale e potere continua a farsi storia.
Willy Monteiro Duarte e il coraggio di difendere Tra le opere in programma anche quella dell’IC Paliano, la scuola media della cittadina laziale che ha scelto di dedicare il proprio lavoro a Willy Monteiro Duarte, il giovane di Paliano ucciso il 6 settembre 2020 per aver difeso un amico aggredito durante una rissa. Aveva 21 anni – la stessa età di Jan Palach. La sua città non lo ha dimenticato: sei anni dopo, la sua scuola lo ricorda attraverso il linguaggio della Commedia, trasformando il dolore civico in arte. Le opere in programma a Padova confermano una delle intuizioni fondanti del Festival: che la Commedia non è un’opera da contemplare, ma uno strumento vivo per toccare le corde della contemporaneità.
La mattinata al Cinema Don Bosco si articola in due sessioni: alle ore 9.30 la proiezione dedicata alla scuola dell’infanzia e primaria offrirà anche un’anticipazione di Inferno Canto I di Michele Bacci: la prima opera cinematografica sulla Commedia dantesca interamente realizzata con l’intelligenza artificiale, che tornerà in più appuntamenti del Festival fino alle premiazioni finali del 29 marzo; alle ore 11.00 la proiezione ufficiale con una giuria di alto profilo presieduta dalla critica cinematografica Suor Patrizia Rossi (delegata nazionale CIOFS per il CGS). Saranno presenti Paolo Pasquini, direttore generale del Festival Dantesco; Agnese Ciaffei, direttrice artistica del Premio Alta Fantasia; e Carlo Ricci, operatore di Xenia ETS – ente organizzatore del Festival – che ha seguito l’azione didattica e la realizzazione del set. Verranno presentate le opere finaliste dei Concorsi Cinema e Fotografia.
Tutti gli appuntamenti del Festival Dantesco Internazionale sono a ingresso gratuito. Una parte del programma è fruibile anche online sul canale YouTube del Festival, per consentirne la diffusione a livello nazionale e internazionale.















































