Il CGS Phoenix porta in scena la magia di Hercules

Il CGS Phoenix di Cagliari ha portato in scena il 28 febbraio “Hercules, Il Muse-ical“: all’apertura del sipario, in un attimo il pubblico è stato catapultato nell’antica Grecia, quando gli dèi camminavano tra gli uomini e il tuono di Zeus scuoteva il cielo. Come in un’invocazione antica, sono state le Muse a raccontare l’eco di un tempo lontano e la musica ha iniziato a scorrere come un filo invisibile, intrecciando le gesta eroiche di Ercole, che non era soltanto l’eroe delle dodici fatiche, ma un ragazzo troppo diverso per sentirsi al posto giusto. E mentre il tempo si fa sempre più incalzante e il destino fa il suo corso, il nostro eroe trasforma la forza in sacrificio e il cuore finalmente trova il suo posto.

È stato un successo incredibile, ma soprattutto è stato un momento in cui i cuori del pubblico e quelli degli attori sul palco battevano insieme a suon di musica. A rendere tutto ancora più potente è stata la collaborazione con il coro gospel del CGS Black Soul: non un semplice ospite, ma un compagno di viaggio. Le loro voci si sono intrecciate a quelle del coro della Compagnia, fondendosi in un’unica armonia, hanno regalato un’energia che correva da una parte all’altra del palco, capace di scaldare il teatro con una forza gioiosa e contagiosa.  Eppure la magia non è nata solo sotto le luci del palco, ma molto prima, nelle serate di prova, nelle coreografie ripetute fino a sentire le gambe tremare, nelle canzoni ripassate ancora e ancora, nei costumi sistemati all’ultimo secondo, nei microfoni che fanno i capricci e negli sguardi che si cercano dietro le quinte per dirsi senza parole: io ci sono! È lì che il mito prende forma davvero e il teatro diventa casa.

La compagnia del CGS Phoenix è composta da circa cinquanta giovani sognatori che corrono alle prove dopo scuola e lavoro, e forse è proprio questo che le Muse canterebbero di loro: non solo l’eroe che trova il suo posto nel mondo, ma un gruppo di ragazzi che, insieme, trova il coraggio di costruirlo quel posto, prova dopo prova, applauso dopo applauso. Perché Phoenix non è solo una compagnia: è un sogno condiviso, è un abbraccio di gruppo prima che le luci si accendano, è la certezza che quando il sipario si chiude non finisce nulla, anzi, qualcosa ricomincia. E se con questo spettacolo è nata una leggenda tra mito e musica, la verità più bella è questa: il vero superpotere non è la forza, non è la gloria, non è la perfezione. È la passione grande, ostinata e luminosa. Un cuore che batte come un colpo d’ali che ogni volta, ci fa volare un po’ più in alto.