…E se non fossimo andati?

Il racconto della nostra esperienza alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia nelle pagine di “Presenza”, periodico della Arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Certo fin dall’inizio non si poneva come la consueta partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia, questa della 77^ edizione e come responsabili nazionali per la Formazione dei C.G.S. (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) ne sentivamo tutta la responsabilità. Tanti i dubbi e i ripensamenti scambiati via mail o nel corso di incontri con mascherine, tra operatori di Marche, Sardegna, Puglia, Liguria. Gli scenari angoscianti già vissuti in primavera tendevano ovviamente a scoraggiare l’impresa; il nuovo vocabolario acquisito da marzo 2020 era contrario ad ogni manifestazione pubblica: lockdown, contagio, assembramento, pandemia, distanza sociale…
Alla fine, però, maturato grazie ad un’ampia condivisione, il Laboratorio veneziano ha modulato le presenze, i tempi, ma c’è stato; i film sono stati scelti, visti e discussi; le recensioni web sono state prodotte, le foto postate…E la Lanterna Magica è stata assegnata con convinzione ad un’opera coraggiosa, Khorshid, di Majid Majidi, che rende protagonisti ragazzi iraniani dai diritti negati, non giovani attori ma autentici ragazzi di strada.
Tutto come sempre da 23 anni allora?
“Non proprio – afferma Alberto Piastrellini, presidente C.G.S. Dorico di Ancona e co-responsabile del Laboratorio Venezia Cinema CGS – Frequento la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia da 27 anni, quindi da prima che fosse istituito il Premio Lanterna Magica dalla nostra Associazione nazionale.
In questi quasi trent’anni ho vissuto tutte le evoluzioni, soprattutto quelle logistiche legate alla fruizione delle sale di proiezione e alle modalità di accesso agli spazi della Mostra, succedutesi con le varie direzioni, le più importanti, certamente, dopo gli accadimenti dell’11 settembre 2001… E come dimenticare l’edizione ’95, quando sull’altra sponda dell’Adriatico infuriava ancora la guerra in Bosnia ed Erzegovina…
Questa edizione, nata sotto l’impulso di una risposta forte del mondo del Cinema e della Cultura all’emergenza pandemica, è stata inevitabilmente diversa: meno persone coinvolte, meno film nelle varie Sezioni, maggiori controlli, distanziamento sociale, obbligo di mascherina anche durante le proiezioni, red carpet blindato, obbligo di prenotazione dei posti a sedere per l’accesso alle Sale anche per gli Accreditati (per favorire distanziamento e tracciabilità). Ma anche meno code fuori delle Sale, minor possibilità di interazione casuale con gli altri partecipanti, persino i tanti, doverosi caffè, consumati inevitabilmente in fretta e transumanti… Tutti accorgimenti più che necessari che, tuttavia, hanno contribuito a creare un’atmosfera certamente più sottotono, ma, allo stesso tempo più propizia alla riflessione, peraltro aiutata dalla scelta dei film selezionati.
In generale, meno lustrini e paillettes e riduzione delle consuete dosi previste dalla “dieta cinefaga” che la Mostra stimola negli appassionati; per contro, più tempo libero per scrivere, informarsi, leggere, approfondire.
Certo, per i giovani che si sono affacciati la prima volta alla Mostra, con un background di “mitologia festivaliera” l’impatto deve essere stato ben strano…”
“Sicuramente un’annata indimenticabile – conferma Irene Sandroni, giovane vicepresidente del C.G.S. Dorico di Ancona, coordinatrice del secondo periodo di Laboratorio – Per la prima volta la vera “crisi” è stata affrontata prima della Mostra. Le domande erano tante e i dubbi ancora di più: tutti abbiamo una grossa responsabilità ed è nostro preciso dovere assicurare un’esperienza formativa, educativa, in totale sicurezza per poter crescere insieme. Tanti gli interrogativi, personali e di gruppo:‘vado? E quando torno che faccio? Mi isolo? Tampone o sierologico? Se mi blocco con gli esami? Come preservare le nonne?Anche mamma e papà non sono più due ragazzini… Che fare?’ Poi, con un po’ di coraggio mi sono convinta: “La mia decisione è quella di salire, sempre che non scoppi il Caos. Amo il Cinema e credo nelle nostre occasioni di formazione.” Questo il messaggio del 26 Agosto mandato a Cagliari al Presidente Nazionale Cristiano Tanas. La situazione al Lido non è stata facilissima e certo ci si è dovuti adattare. Fortunatamente avevamo già scelto con l’associazione di portare un gruppo ristretto di rappresentanza. Nel mio turno, l’ultimo, eravamo solo in 5. Nelle sale e nelle zone della Mostra si indossavano sempre mascherine, i gel disinfettanti erano ovunque, il distanziamento è stato rispettato e la pulizia completa delle sale era costante … In più le proiezioni erano di meno e in replica a svariati orari in sale diverse…Insomma si è limitato molto il ‘rischio contagio’. Nel mio gruppo abbiamo lavorato bene e sodo, il laboratorio è stato portato avanti da tutti e la capacità critica di ognuno di noi è migliorata (per ogni film visto insieme si discuteva su sceneggiatura, tecniche e scelte di regia); eravamo tutti consapevoli delle rinunce e dei sacrifici fatti per vivere quest’esperienza chi prima, chi dopo e la cosa ha reso questa Mostra del Cinema ancora più significativa e degna di nota.”
“Personalmente conservo un ricordo positivo di questa edizione, – conclude Alberto Piastrellini – tanto dal punto di vista dei prodotti visionati (una frazione del catalogo, ovviamente, e per tutti i curiosi le nostre recensioni sono disponibili sul sito www.sentieridicinema.it alla pagina 2020 della rubrica Fuori dal Coro), quanto dell’organizzazione in generale, che ha dimostrato serietà e rigore”.
“Arrivati all’ultimo giorno di Mostra – dichiara Alessandro Tidu, cagliaritano, classe 1999, tra i più giovani partecipanti al Laboratorio 2020 – tanta è stata la gioia nel vedere che alla premiazione era presente proprio la delegazione del film vincitore del Premio C.G.S. Lanterna Magica Venezia 77, e nel poterlo consegnare di persona al regista Majid Majidi e alla piccola attrice protagonista Shamila Shirzad, a cui abbiamo cercato di manifestare il più possibile l’apprezzamento della nostra giuria, nonostante le difficoltà linguistiche”.
Ma lo sappiamo bene, solo lo scambio culturale può vincere ogni difficoltà di comunicazione e se non fossimo andati… non solo avremmo perso un’occasione, ma non avremmo avuto l’opportunità di dire: “ci siamo anche noi per la ripartenza del cinema e della cultura”.

Nadia Ciambrignoni


Gra7ie, Vene7ia! 

Alessandro Tidu, socio del CGS La Giostra di Cagliari e giovane partecipante al Laboratorio Venezia Cinema 2020, ci racconta la sua prima esperienza alla Mostra.

Il 12 settembre 2020 si è conclusa la 77ˆ edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a cui il C.G.S. ha partecipato con una delegazione di 10 soci, che hanno conferito il tradizionale Premio Lanterna Magica (XXIII edizione) al film KHORSHID (SOLE) di Majid Majidi.

Da subito impegnativa e stimolante, soprattutto per chi come me si è ritrovato alle prime armi con un evento del genere, l’esperienza di Venezia richiede un approccio al mondo cinematografico che va ben oltre dei semplici apprezzamenti o meno: attraverso il Laboratorio, infatti, i partecipanti hanno l’obiettivo di discutere e confrontarsi sulle varie tematiche e il modo in cui gli autori dei film visionati scelgono di esporle, sviluppando un senso critico che porti alla stesura di una vera e propria recensione del prodotto cinematografico. Non bisogna dimenticare che il confronto è fondamentale anche per lo scopo primario che ci ha portati in questa splendida città: scegliere il film a cui assegnare la nostra “Lanterna Magica”. Dunque l’occasione di partecipare come gruppo C.G.S. permette ad ognuno di instaurare un dialogo costruttivo con gli altri “colleghi” di Giuria, dove si ha la possibilità di esprimere il proprio parere su ogni film e arricchirsi con quello degli altri, che potrebbero suggerire una visione alternativa o spunti in più a cui magari non si arriverebbe da soli. Il lavoro di gruppo concede anche l’importante opportunità di conoscersi meglio tra persone che, nonostante appartengano a C.G.S. locali differenti e non possano incontrarsi frequentemente di persona, si identificano comunque sotto un’unica associazione culturale a livello nazionale, che ha bisogno di collaborazioni sempre più forti, a partire dal rapporto umano che si costruisce e rafforza in queste circostanze.

In conclusione, una volta arrivati all’ultimo giorno di mostra, ci si potrebbe chiedere: come poter terminare degnamente tutto ciò? Tanta è stata la gioia nel vedere che il giorno della premiazione era presente la delegazione del film vincitrice del Premio Lanterna Magica: proprio per questo, il riconoscimento è stato consegnato di persona al regista Majid Majidi e alla piccola attrice protagonista Shamila Shirzad, a cui si è cercato di manifestare il più possibile l’apprezzamento della giuria, nonostante il divario linguistico.

A questo punto non resta che tornare a casa, magari un po’ stanchi ma anche leggermente cambiati: ognuno può portare dentro di sé ciò che i film, le persone o le varie situazioni in gruppo hanno trasmesso, magari per continuare a crescere, a partire da ciò che si è imparato. Alla prossima!

Alessandro Tidu