CGS Mons. Bertazzoni: i 21 anni de “La Goccia”

“Cos’è una Goccia. Una goccia è qualcosa di piccolo, che produce un rumore leggero, inavvertibile nel frastuono rimbombante della città, nel trambusto frenetico di mille pensieri che ci distraggono, spesso dalle cose semplici che sono pur sempre le necessità più profonde di ciascuno, Ma nel silenzio di un bosco lontano, nel pacifico mormorio delle foglie carezzate dal vento, lì dove tutto tace nascosto, la goccia cade leggera nel limpido specchio di uno stagno immobile, diventa energia propagante, espande i suoi cerchi, rimuove le acque, tintinna sonora rompendo il torpore di un silenzio immoto e stagnante. Ed è in questo spirito che nasce “LA Goccia”, in un mondo assordato dalla cronaca nera, vinto dalla violenza, rattristato da mille ingiustizie, il rumore leggero ella goccia ricorda che ci sono tante persone che nel silenzio, al riparo dai riflettori e telecamere, diffondono il bene con semplicità, nell’impegno sereno ogni giorno, senza altoparlanti e microfoni ma nella consapevolezza che ogni gesto d’amore è un “investimento” di felicità vera e piena. Senza pretese di professionismo e senza manie di grandezza ci auguriamo che questo nostro lavoro diffonda nella città un messaggio positivo e ricordi a tutti che “se una foresta abbattuta fa tanto rumore, una foresta che cresce lo fa nel silenzio e nell’impegno costante della quotidianità”. Sia d’augurio la data dell’8 dicembre in cui l’Oratorio festeggia il suo compleanno da quel lontano 1841 in cuoi don Bosco lasciò la sua eredità al primo di milioni di ragazzi che ancora oggi sono travolti dalle onde propagate da quella prima goccia che non ha tardato a trasformarsi in un’immensa cascata d’amore protetta dalla sguardo materno della Vergine Immacolata.” Con la pubblicazione di questo messaggio scritto dall’allora Direttore dell’oratorio Salesiano di Potenza, Don Pino Vivilecchia, l’8 dicembre del 2000 vedeva la luce il nostro giornale. Un progetto editoriale nato dall’esigenza di recuperare una tradizione giornalistica presente nel nostro oratorio sin dal 1973, più volte interrotta, e dalla convinzione della necessità di avere uno spazio di espressione che permettesse di comunicare il nostro punto di vista su ciò che accade e ci accade. Da quella prima edizione stampata in oratorio con il “ciclostile” fino all’una di notte per consentirne la distribuzione la domenica dopo le messe, oggi il progetto si è trasformato, il giornale è diventato solo digitale, a causa e grazie alla pandemia, e la sua distribuzione avviene non più in presenza ma sui social: e tuttavia la sua essenza è rimasta. Dopo 21 anni, nonostante alcune pause, i punti di forza sono gli stessi: una redazione formata da giovani, appartenenti al mondo universitario o del lavoro, che in parte sono a Potenza e in parte scrivono dai luoghi dove risiedono attualmente; un confronto a più voci su tematiche di attualità locali e nazionali che si apre a chi non appartiene al mondo oratoriano e salesiano ma, poi, vi partecipa con entusiasmo; la capacità di trasformarsi rimanendo fedeli all’idea di essere una goccia capace di propagarsi ed arrivare anche ai più lontani. Un progetto editoriale che si è aperto ai più piccoli, ragazzi delle scuole medie e superiori con il Blog “Goccia Junior”, ispirato all’agire di San Francesco di Sales che distribuiva i buoni pensieri con “la pubblicazione di fogli volanti (i cosiddetti manifesti) che, pensati come mezzo di catechesi e informazione religiosa, potevano raggiungere tutti attraverso l’affissione murale o la consegna ai singoli usci”. Ragazzi che si sperimentano come piccoli giornalisti, imparando ad usare non solo lo strumento materiale, il pc, ma anche quelli immateriali che offre la rete per la ricerca, la scrittura e la condivisione degli articoli: tutto con l’accompagnamento di animatori che li guidano e li stimolano. Notizie, interviste, commenti, editoriali, spunti di riflessione tutto questo è La Goccia ma è anche l’entusiasmo che nelle difficoltà non si spegne ma si rafforza e cerca strade nuove; è mettere in pratica l’insegnamento di Don Bosco che per i suoi giovani faceva tutto e tutto reinventava e riprogrammava e che, proprio, nel giorno della sua festa ha visto rinnovarsi anche La Goccia.

Vitina Lorusso